Cara Angelica

Il compito è di leggere la lettera di Michele scritta a sua sorella Angelica e di rispondere brevemente alle domande.



Leeds, 15 febbraio ’71

Cara Angelica,

Ti scrivo una cosa che forse ti lascerà stupita. Mi sposo. Ti prego di andare all’agenzia di piazza San Silvestro e richiedere i documenti necessari. Non so quali documenti ci vogliono. Mi sposo appena avrò i documenti. Sposo una ragazza che ho conosciuto a Leeds. Veramente non è una ragazza perché è divorziata con due bambini. È americana. Insegna fisica nucleare. I bambini sono carini. Io amo i bambini. Non quelli molto piccoli ma quelli che hanno sei o sette anni come questi qua.
Li trovo molto divertenti. Non ti sto a raccontare com’è questa ragazza che sposerò. Ha trent’anni. Non è bella. Ha gli occhiali. È molto intelligente. Io amo l’intelligenza.
Sembra che riuscirò ad avere un lavoro. Cercano un insegnante d’italiano in un collegio di ragazze, sempre qui a Leeds. Finora ho lavato i piatti in un altro collegio dove insegnava la ragazza con cui ero venuto, Josephine. Potete scrivermi ancora presso la madre di Josephine. Non ho ancora un appartamento, ma lo cerco. Eileen, questa ragazza che sposo, vive con i suoi genitori e i bambini e la casa è piccola. Non c’è posto per me. Ho una stanza in una pensione di cui non vi do l’indirizzo perché cambierò.
Forse scriverò alla mamma, però intanto comincia a dirglielo tu. Diglielo lentamente, perché sono di quelle notizie che la sconvolgono. Dille di stare tranquilla, perché ho riflettuto.
Forse verremo in Italia nelle vacanze di pasqua e così potrete conoscere Eileen e i bambini.

Ti abbraccio. Velocemente mandami i documenti.

Michele

                                                                                (Natalia Ginsburg: Caro Michele)





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